Quando Il Latte Materno Non È Buono?

17.09.2022

Quando Il Latte Materno Non È Buono
Latte acquoso allattamento aspetto del latte, che può sembrare troppo chiaro o acquoso. La sua composizione è diversa da quella del latte vaccino, in quanto contiene molta acqua perché deve rispondere al fabbisogno di liquidi del bambino.

Come capire se il latte materno è andato a male?

Passaggi –

  1. 1 Il grasso dovrebbe separarsi dal resto del latte materno ed andare verso l’alto; è normale.
  2. 2 Sii conscio del fatto che è normale che il latte abbia una consistenza acquosa ed un colore bluastro.
  3. 3 Concentrati sull’odore. Il latte materno conservato potrebbe avere un odore metallico o sapere un po’ di sapone. Questi tipi di odori non significano che il latte è andato a male. Riflettono semplicemente il fatto che i grassi nel latte stanno diminuendo. Potrebbe sembrare un cattivo odore per te, ma non preoccuparti – va bene.
    • Il tuo bambino può bere il latte che ha quest’odore senza problemi. Tuttavia, se lo rifiuta, prova a scaldarlo un po’ prima di metterlo in frigo, in modo da bloccare la diminuzione dei grassi causata dagli enzimi nel latte.
  4. 4 Sii consapevole del fatto che saprai istintivamente quando il latte è andato a male – si dice che la maggior parte delle donne hanno un sesto senso per capirlo. Avrà un odore rancido e il suo sapore sarà acido, non dolce.
  5. 5 Tieni in considerazione come hai conservato il latte, prima di buttarlo. Se l’hai conservato in uno dei seguenti metodi, dovrebbe essere ancora buono:
    • Il latte materno può essere conservato a temperatura ambiente (19-22°C) per un massimo di 10 ore e in frigo (0-4°C) per un massimo di 8 giorni. [1]

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Quando non dare il latte materno?

Quando l’allattamento materno non è possibile – Il latte materno è l’alimento ideale nei primi 6 mesi di vita e, integrato con altri alimenti, è consigliato almeno per tutto il primo anno. Tuttavia, possono esistere delle condizioni che ne controindicano l’apporto e motivano all’uso di sostituti del latte materno:

  • galattosemia
  • malattia delle urine a ”sciroppo d’acero”
  • fenilchetonuria (un allattamento al seno parziale è possibile, sotto stretta supervisione).

Anche alcune patologie della mamma possono controindicare l’allattamento materno. Ad esempio, è giustificata l’astensione permanente dall’allattamento per le donne con infezione da HIV. Inoltre è opportuno sospendere temporaneamente l’allattamento nei casi in cui la mamma sia in condizioni di salute tali da non potersi prendere cura del figlio, oppure sia affetta da un’infezione da virus dell’Herpes simplex a livello del capezzolo o debba assumere particolari farmaci.

La gran parte dei farmaci è compatibile pochi sono realmente controindicati, mentre per altri esiste una valida alternativa. In ogni caso, consultare sempre il proprio medico. Per avere specifiche informazioni sull’uso dei farmaci in allattamento, è possibile anche contattare telefonicamente i centri dedicati all’informazione sul farmaco.

In tutti i casi soprariportati è bene consultare il proprio pediatra di famiglia o il consultorio familiare per valutare la situazione e fare la scelta migliore sull’alimentazione del bambino.

Come faccio a sapere se il latte materno e nutriente?

Emma ha venticinque giorni e viene esclusivamente allattata dalla mamma. Non abbiamo stabilito orario e durata delle poppate ma ci rimettiamo alla richiesta della bimba. A volte le poppate si alternano a distanza di 2-3 ore (durano 10-15 minuti) mentre altre volte si protraggono con brevi interruzioni per alcune ore.

Sembra che Emma non sia mai sazia, e piange disperata se non le viene offerto il seno anche se ha appena finito di poppare. Solo in alcuni casi dopo essersi attaccata rifiuta il seno perché è sazia, ma continua subito dopo a richiederlo (volevamo farla attaccare ad un seno vuoto ma sono sempre pieni e lei rifiuta il ciuccio).

La crescita é regolare (dalla dimissione dell’ospedale é cresciuta di 530 g nelle prime due settimane). Il dubbio é se il latte sia sufficientemente sostanzioso visto che deve prendere in grande quantità. Come é possibile verificarlo? Quando un lattante viene alimentato al seno, è opportuno non seguire orari rigidi per le poppate, ma è consigliabile alimentare il bambino quando questi dimostra di essere affamato, secondo una modalità di allattamento materno che viene detta “a richiesta”.

Ma allattare a richiesta non significa una completa anarchia: vanno comunque rispettate alcune regole di comportamento, dettate dall’esperienza e dal buon senso. Ad esempio, ad eccezione dei primi 10-15 giorni di vita, quando la produzione di latte non si è ancora regolarizzata, è consigliabile avere orari abbastanza elastici, ma con un intervallo di almeno due ore tra un pasto e l’altro per non rischiare di dare al piccolo abitudini che alla lunga possono essere pesanti da sopportare da parte della madre.

l piccolo inoltre non va mai svegliato per farlo mangiare anche se sta dormendo da 5-6 ore di seguito. Uno dei timori più diffusi nelle mamme è di sapere se il proprio latte è più o meno nutriente. L’ansia legata alla responsabilità di essere l’unica fonte di nutrimento del proprio bambino spinge qualche volta la madre a far analizzare il proprio latte.

  1. Tale esame non è di alcuna utilità perché la composizione del latte materno è estremamente variabile;
  2. Infatti il latte si modifica durante la stessa poppata per cui è più liquido all’inizio (quando è costituito soprattutto da acqua e zucchero), arricchendosi successivamente di proteine per poi diventare più denso verso la fine della poppata, quando aumenta notevolmente la concentrazione dei grassi che sono quelli che favoriscono il senso di sazietà del lattante;

Il latte materno inoltre è diverso nelle varie ore della giornata per cui, ad esempio, al mattino ha un contenuto di grassi più elevato rispetto al resto della giornata. Il campione di latte inviato in laboratorio non fornisce di conseguenza alcuna informazione necessaria per giudicare la qualità del latte.

Il latte materno, se la mamma ha un’alimentazione ben bilanciata con presenza equilibrata di lipidi, proteine e glucidi, è sicuramente completo dal punto di vista qualitativo. La quantità di latte per pasto , così come la durata stessa del pasto, non hanno quindi particolare interesse.

L’unico parametro per giudicare se il latte della mamma è sufficiente alle esigenze nutrizionali del suo piccolo è il controllo settimanale del peso che, nel caso in questione, ha dimostrato un accrescimento ponderale ottimale..

Come deve essere il colore del latte materno?

Questo latte materno denso e appiccicoso viene spesso chiamato ‘oro liquido’, non soltanto per il suo colore giallo-arancione, ma anche perché è importantissimo per la nutrizione e la protezione del tuo neonato ancora vulnerabile.

Quando si tira il latte prima o dopo la poppata?

  • Qual è il momento migliore della giornata per usare il tiralatte? E’ meglio utilizzare il tiralatte un’ora dopo i pasti  per lasciare al seno il tempo di riempirsi. Se il vostro bambino ha appena finito di poppare non utilizzate il tiralatte: è possibile creare un ulteriore fattore di stress, rischiando di compromettere la fuoriuscita del latte. Per le neomamme con ampia produzione, è possibile estrarre il latte anche dopo la poppata ed eventualmente congelarlo.

    Quante volte al giorno si tira il latte?

    2:. a meno che il tuo bambino non possa alimentarsi al seno – Se non puoi allattare il tuo bambino direttamente al seno, magari perché è prematuro o perché ha esigenze speciali, o se per qualche motivo venite allontanati, inizia con l’estrazione doppia appena puoi dopo il parto.

    1. Le ricerche dimostrano che avviare l’estrazione del latte entro le prime ore, quando un neonato in salute fa normalmente la sua prima poppata, aiuta le mamme a produrre un volume di latte maggiore nei primi giorni e nelle prime settimane 1,2 e dà ai bambini l’opportunità di essere nutriti esclusivamente con latte materno;

    Se pensi che il tuo bambino, o i tuoi bambini, nasceranno prematuri, che verranno ricoverati nel reparto di terapia intensiva o che soffriranno di una condizione che renderà difficile allattarli al seno, preparati. Informati sull’estrazione e sulle attrezzature che ti potrebbero servire e chiedi aiuto a un professionista sanitario, a un consulente sanitario o a uno specialista dell’allattamento.

    • Il tuo ospedale o centro per la nascita avranno probabilmente a disposizione un tiralatte ospedaliero doppio ; chiedi al personale di insegnarti a usarlo;
    • È importante estrarre il latte tanto spesso quanto nutriresti il tuo bambino, così da continuare a stimolare il seno a produrre latte;

    Inizialmente, cerca di estrarre dalle otto alle 10 volte ogni 24 ore 3 e mantieni questa frequenza anche dopo la montata lattea.

    Cosa fa male in allattamento?

    Dieta varia e sana – Per la mamma, il miglior modo per far fronte a queste necessità consiste in un’alimentazione ricca e varia, che comprenda notevoli quantità di liquidi (acqua, succhi di frutta, latte) e l’olio d’oliva come condimento, l’acido oleico è, infatti, fondamentale per la maturazione del sistema nervoso del bambino.

    È, inoltre, consigliato un consumo frequente di pesce per arricchire il latte materno di acidi grassi omega-3, anch’essi utili per lo sviluppo delle strutture nervose. È bene aumentare anche il consumo di latte, latticini, legumi, frutta fresca e vegetali.

    Chi allatta deve cercare di evitare cibi potenzialmente allergizzanti, ricchi di istamina o istamino liberatori (arachidi, crostacei, molluschi, frutta secca, cioccolata, fragole, selvaggina, dadi da brodo, alimenti conservati, formaggi fermentati), alimenti piccanti (peperoncino, pepe, noce moscata, curry) e alimenti con particolari sapori sgradevoli (cipolle, aglio, asparagi, cavoli, carciofi, funghi), ai quali comunque il lattante si adatta facilmente.

    Quali sono i cibi da evitare durante l’allattamento?

    Durante l’ allattamento la mamma dovrebbe evitare le bevande alcoliche e non deve fumare. Sono tollerati 1 bicchiere di vino o una lattina di birra, facendo però attenzione ad aspettare 3-4 ore prima della poppata. È bene evitare di bere più di 2 tazzine di caffè al giorno, preferibilmente lontano dalla poppata.

    Come rendere più sostanzioso il latte materno?

    Scarica PDF Scarica PDF Il latte materno contiene una sana quantità di proteine, grassi, vitamine e carboidrati, oltre ai leucociti, le cellule del sistema immunitario che proteggono il bambino dalle infezioni. Per questo motivo l’allattamento al seno è vivamente consigliato da tutte le organizzazioni sanitarie, almeno durante i primi sei mesi di vita del neonato; in questo modo il piccolo può combattere infezioni, malattie e la neomamma può godere di alcuni vantaggi per la propria salute.

    1. 1 Assumi 500 calorie in più al giorno. Per avere tutta l’energia di cui hai bisogno devi aumentare il tuo apporto calorico di 400-500 calorie quotidiane. È importante raggiungere questo obiettivo attraverso alimenti nutrienti, stando però attenta a non eccedere il limite massimo di calorie.
      • Tuttavia, mentre allatti, non devi obbligatoriamente aumentare l’apporto di calorie e puoi mantenere una dieta molto simile a quella che seguivi durante la gravidanza. Evita di mangiare troppo, perché potresti rallentare la perdita di peso post-partum, che è importante per riprenderti dopo l’evento.
    2. 2 Consuma piatti ricchi di proteine come carni magre, uova, latticini e legumi. Affinché il tuo latte abbia il più alto valore nutritivo, devi seguire una dieta con molte fonti sane di proteine. Le carni magre come quella di pollo, le uova, il latte, i fagioli e le lenticchie sono perfetti in questa fase della tua vita.
      • Se il tuo piano alimentare prevede l’assunzione di 2400 calorie quotidiane, allora dovresti consumare tre tazze di latticini al giorno, come lo yogurt, il latte o il formaggio, oltre a 200 g di carne e legumi come pesce, carni magre, fagioli e noci.
      • Verifica sempre che il pesce abbia un basso contenuto di mercurio, per evitare accumuli di questo metallo nel tuo organismo. I gamberi, il tonno in scatola, il merlano e il salmone sono ottime soluzioni.
    3. 3 Inserisci nella tua alimentazione bilanciata una giusta quantità di verdure, frutta e cereali integrali. Non devi dimenticare questi cibi e assicurati di consumare ogni giorno una giusta quantità di verdure, frutta e cereali integrali (come pane e riso integrale). Lava sempre la frutta e la verdura prima di mangiarla, per ridurre la quantità di pesticidi residui a cui esponi il tuo corpo e il tuo bambino.
      • Se devi mantenere un apporto calorico di 2400 calorie al giorno, allora dovresti consumare tre porzioni di verdura a foglia verde come gli spinaci e il cavolo, di ortaggi arancioni come i peperoni e le carote e le verdure amidacee come le patate e la zucca. Inoltre sarebbe opportuno consumare due porzioni di frutta varia e 240 g di cereali integrali.
    4. 4 Cerca di variare molto l’alimentazione. Se segui una dieta varia, anche il tuo latte avrà un sapore diverso e il bambino si abituerà ai vari gusti. Quando sarà più grande, il passaggio a cibi solidi sarà più semplice e il bimbo apprezzerà alimenti differenti.
      • Alla maggior parte dei neonati piace il sapore dei cibi che viene trasmesso attraverso il latte e le mamme non dovrebbero evitare alcuni alimenti mentre allattano.
    5. 5 Prendi nota di eventuali reazioni allergiche del tuo bimbo in base ai cibi che mangi tu. A volte i neonati sono sensibili a qualcosa che hai mangiato, come i latticini o i cibi piccanti, e possono mostrare dei segni di allergia. Ricorda che la reazione allergica non è data dal tuo latte di per sé, ma da qualche alimento che hai consumato. Se smetti di mangiare o riduci i piatti che infastidiscono tuo figlio, la sintomatologia dovrebbe ridursi e scomparire da sola. Ecco quali sono i sintomi più comuni di reazione allergica:
      • Feci verdi che contengono muco e/o sangue.
      • Vomito e diarrea.
      • Eruzione cutanea, eczema, orticaria o pelle secca.
      • Rifiuto di mangiare.
      • Pianto prolungato che sembra inconsolabile.
      • Il bambino si sveglia improvvisamente perché infastidito da qualche sintomo.
      • Tosse e respiro con rantolo.
      • Se il neonato mostra uno qualunque di questi sintomi nei minuti successivi all’allattamento o entro 4-24 ore, smetti di mangiare determinati alimenti che potrebbero essere allergeni o comunque fonte di sensibilizzazione. Se tuo figlio ha difficoltà a respirare, chiama il 118 o portalo immediatamente al pronto soccorso più vicino.
    6. 6 Chiedi al medico qualche informazione in merito agli integratori vitaminici e minerali. Il tuo latte, abbinato a una dieta bilanciata, fornisce al bambino tutte le vitamine e minerali di cui ha bisogno. Tuttavia, se sei preoccupata e vuoi essere sicura di garantire un apporto adeguato di nutrienti sia per te sia per tuo figlio, allora puoi parlare con il pediatra per quanto riguarda gli integratori.
      • Il medico controllerà i tuoi livelli di vitamina D, A, B6 e B12 per capire se il tuo organismo ha nutrienti sufficienti. Le mamme malnutrite o quelle con problemi di salute dovrebbero prendere gli integratori di vitamine e minerali, soprattutto vitamina D e B12.
    7. 7 Se sei vegetariana, aumenta il tuo apporto di cibo. Le donne che seguono un’alimentazione restrittiva devono mangiare più nutrienti modificando la dieta e assumendo integratori vitaminici.
      • I tuoi pasti dovrebbero prevedere cibi ricchi di ferro, proteine e calcio. Questo significa mangiare lenticchie, cereali integrali, piselli e verdure a foglia verde. Dovresti anche mangiare gli agrumi, per consentire al corpo di assimilare il ferro dagli alimenti. Inoltre non trascurare le proteine che provengono dalle uova, dai latticini e quelle di origine vegetale che si trovano nel tofu, latte e yogurt di soia.
      • Il medico potrebbe anche consigliarti di prendere ogni giorno degli integratori di vitamina B12 che sono essenziali per lo sviluppo cerebrale del bambino. Hai bisogno di supplementi alimentari di vitamina D, se non puoi esporti troppo al sole e non mangi alimenti che ne sono ricchi, come il latte di mucca. Questa vitamina è di vitale importanza per il bambino, perché gli permette di assorbire il calcio e il fosforo.
    1. 1 Dopo ogni allattamento, bevi acqua. Il tuo consumo di liquidi non altera la produzione di latte, ma devi bere ogni volta che hai sete e dopo ogni poppata. Cerca di limitarti alla sola acqua e non consumare bevande zuccherate, come le bibite e i succhi di frutta commerciali.
    2. 2 Non superare le tre tazze di caffè (o bevande con caffeina) al giorno. Non assumere troppa caffeina, perché il bambino avrebbe problemi a dormire e sarebbe nervoso. Puoi berne in quantità limitata, fino a tre tazze al giorno.
    3. 3 Non bere alcol mentre allatti. Non esiste una percentuale minima di alcol nel latte che può essere considerata sicura. Se bevi un alcolico, non allattare il bambino al seno finché il tuo organismo non l’avrà espulso completamente.
      • In base al tuo peso corporeo, sappi che 360 ml di birra con un 5% di alcol, 150 ml di vino con un 11% di alcol o 45 ml di liquore con il 40% di alcol hanno tutti bisogno di 3 ore per essere smaltiti dall’organismo. Evita di estrarre manualmente il latte nel tentativo di accelerare questo processo, perché non funziona. La cosa migliore da fare è aspettare con pazienza il tempo necessario al tuo corpo per metabolizzare ed eliminare le molecole di alcol.

    Quando il latte materno e acquoso?

    Sono molte le neomamme che si interrogano sulla qualità del loro allattamento. Vediamo se si tratta di dubbi leciti. “Sarà abbastanza nutriente il mio latte? È quasi trasparente, sembra acqua!”: sono molte le neomamme che si preoccupano della composizione del loro latte, temendo che non sia abbastanza nutriente, particolarmente quando l’ allattamento si protrae oltre il sesto mese.

    Ed effettivamente, a volte il latte può sembrare più acquoso e inconsistente, ma questo avviene perché la composizione cambia durante la giornata e perfino nel corso di una stessa poppata. E non vuol dire che la qualità del latte non sia accettabile.

    La conferma più recente arriva da un articolo pubblicato sulla rivista dell’associazione culturale pediatri : i dati su campioni di latte raccolti nel primo e nel secondo anno di vita del bambino mostrano che il latte materno continua a essere ricco di sostanze nutrienti, pur con diverse variazioni.

    • Nel secondo anno, per esempio, il latte contiene meno zuccheri e più proteine e grassi;
    • Un dato confermato da uno studio recentissimo pubblicato da un gruppo di pediatri di un’università polacca , che sono riusciti a studiare la composizione del latte fino ai 48 mesi confermandone la qualità nutrizionale;

    Bisogna tenere presente che il latte materno è un liquido vivo, la cui composizione varia nel corso di ogni poppata, durante la giornata e nel corso dell’allattamento. E se molte mamme hanno la sensazione che il loro latte sia acquoso è perché è proprio così, visto che l’acqua è alla base della sua composizione.

    Il che non significa che sia poco nutriente e neanche – per sfatare un altro mito – che una donna che allatta debba necessariamente bere grandi quantità di liquidi, mentre è giusto mantenere una corretta idratazione e ovviamente bere se si ha sete, come avviene per molte donne in coincidenza delle poppate.

    In media il latte materno garantisce un apporto calorico medio di 60/75 Kcal ogni 100 ml ed è composto per l’ 85% circa di acqua, per il resto da proteine, grassi – 40 g per litro – e zuccheri – 70 g per litro – cui si aggiungono vitamine e minerali ma anche altre sostanze utili come ormoni, enzimi e anticorpi: per questo i bambini allattati al seno sono più protetti nei confronti di alcune malattie, ma anche dall’ obesità.

    • Questi indicati però sono valori medi che possono variare sensibilmente;
    • Subito dopo la nascita, il seno materno produce il colostro , un liquido giallastro superconcentrato e ricco di proteine e zuccheri, ma anche di anticorpi che aiutano il bambino nella prima fase dello sviluppo, mentre il contenuto di grassi è ridotto;

    Poi comincia la vera e propria montata lattea: inizialmente è prodotto il cosiddetto “latte di transizione” – dal quinto al 14esimo giorno – e solo in seguito il latte maturo. La cui composizione rimane complessivamente stabile nel corso dei mesi, ma varia all’interno della giornata e anche di una stessa poppata.

    All’inizio il latte si presenta quasi trasparente tanto da somigliare all’acqua, ed è più ricco di zuccheri a disponibilità immediata per dissetare il bambino e fornirgli energia, mentre verso la fine della poppata aumenta il contenuto di grassi, che assicurano energia a lento assorbimento e lo fanno diventare bianco.

    Ecco perché è importante che in ogni poppata il bambino esaurisca il latte contenuto in ciascuna mammella, per assicurarsi un giusto apporto di nutrienti. Altri studi poi mostrano che verso il termine della poppata anche il contenuto di amminoacidi diminuisce, mentre aumenta quello di proteine.

    Quando il neonato ha sempre fame?

    Gli scatti di crescita  sono fasi brevi, che si manifestano più o meno chiaramente a seconda del neonato ma sempre all’incirca negli stessi periodi, per tutti i bambini: intorno alle 3 settimane,  intorno a 6 settimane e a 3, 6 e 9 mesi. Gli scatti di crescita, come suggerisce il nome, sono fasi caratterizzate da una crescita più veloce, che si traduce soprattutto in una  maggior voracità:  il bimbo ha più fame perché le sue esigenze nutrizionali stanno cambiando e cerca il seno (o il biberon) più spesso, anche di notte, non sembra sazio a fine poppata e appare più nervoso. Per i bimbi allattati al seno, il fatto di poppare di più stimolerà una  maggior produzione di latte materno , anche se alla mamma potrebbe sembrare di avere il seno “più vuoto”! i muscoli facciali deputati alla suzione lavorano meglio e svuotano di più e più velocemente il seno dal latte, ma la mamma non deve preoccuparsi perché è proprio a questi segnali che il corpo risponde dando il via all’aumento di produzione di latte.

    1. Non sempre è facile identificare chiaramente gli scatti di crescita: ci sono altri fattori che possono rendere il bambino insofferente e le poppate più nervose, come ad esempio le coliche, la dentizione o il nasino chiuso a causa del raffreddore, che impedisce al bambino di nutrirsi serenamente e lo obbliga a staccarsi spesso dal seno o dal biberon per respirare;

    È certamente più facile accorgersene in caso di bambini allattati con latte artificiale, perché si sa con certezza quanto sta mangiando, e dopo lo svezzamento, per la stessa ragione. Come comportarsi durante gli scatti di crescita?

    • I neonatologi e i pediatri suggeriscono di assecondare la fame del bambino, attaccandolo al seno ogni volta che lo richiede e per quanto tempo lo richiede, quindi allattandolo a richiesta: in questo modo si facilita l’aumento di produzione di latte materno e si ritornerà alla normalità (con la ripresa dei ritmi precedenti) più in fretta. In caso di allattamento artificiale, basterà aumentare progressivamente la quantità di latte preparato, fino a stabilire il quantitativo adeguato; chiedete comunque, in ogni caso, consiglio al vostro pediatra
    • Anche se il piccolo stava già prendendo un buon ritmo di sonno-veglia, non negategli le poppate notturne, almeno in questi giorni: ricordatevi che si tratta di fasi brevi, e che tutto tornerà alla normalità entro pochi giorni
    • Non insistete con il ciuccio o con acqua e tisane: se la sua è davvero fame, la cosa più giusta è assecondarla

    Se il piccolo continua a bagnare circa 6 pannolini al giorno, a scaricarsi con regolarità e ad aumentare di peso, non c’è quindi bisogno di temere che questo nervosismo e questo aumento della fame siano dovuti al fatto che “il latte è finito” o che non sia abbastanza nutriente; inutile quindi ricorrere subito all’aggiunta di latte artificiale! Concedete sia al vostro piccolo che a voi stesse qualche giorno di tempo, verificate che la modalità di attacco al seno sia corretta e comunque, se decidete di variare le abitudini alimentari di vostro figlio, meglio contattare prima il pediatra. Contattatelo anche quando la crescita è rallentata o interrotta, se fa meno pipì e questa vi sembra più concentrata, se vi sembra di notare altri cambiamenti improvvisi nel suo comportamento..

    Come capire se il neonato ha bisogno dell’aggiunta?

    Perché il latte materno e appiccicoso?

    Prima che arrivi il latte, nei primi giorni dopo il parto il seno produce un liquido denso, appiccicoso e giallastro, che spesso viene detto ‘oro liquido’. Questo liquido si chiama colostro e contiene il calcio, il potassio, le proteine, i sali minerali e gli anticorpi necessari al bambino.

    Cosa fare se il bimbo ha il singhiozzo?

    Trucchi per farlo passare – Di solito scompare naturalmente, ma, se proprio diventa intollerabile e motivo di preoccupazione per i genitori, sappiate che esistono anche dei rimedi per farlo cessare più velocemente:

    • se il singhiozzo è comparso durante la poppata (allattamento al seno o al biberon) si può risolvere facendo riprendere al bebè la sua poppata, mentre nei più grandi può essere utile dargli da bere qualche sorso d’acqua.
    • far cambiare posizione al bambino
    • toccare delicatamente il nasino del neonato più volte cercando di farlo starnutire. ATTENZIONE: Non è consigliabile né particolarmente utile chiudere il nasino del piccolo! 
    • cercare di far fare il ruttino al neonato, interrompendo un attimo la poppata
    • farlo attaccare al seno poichè la deglutizione aiuta a rilassare il diaframma e a volte e sufficiente a far passare il singhiozzo
    • proporre il ciuccio
    • Far fare uno starnuto al piccolo per esempio con il solletico sotto il naso

    Tutte queste pratiche possono aiutare il diaframma a rilassarsi e far cessare il singhiozzo.

    Quando il latte materno e giallo?

    Latte materno: dai primi giorni al latte maturo – Con il passare dei giorni e dei mesi, il latte materno si modifica, adattandosi alle esigenze nutritive specifiche del neonato. Il primo latte che si forma, tra il 1° e il 2° giorno dopo la nascita, è il colostro. Di colore giallo sieroso, ricco di anticorpi, è altamente digeribile e stimola il primo movimento intestinale del bambino (l’espulsione del meconio).

    • È il tramite attraverso il quale la madre trasmette le proprie difese immunitarie al figlio.
    • Contiene un’elevata quantità di proteine, oltre a fagociti (le cosiddette “cellule spazzino”), antibatterici e antimicotici.
    • Il colore giallo sieroso è dovuto all’elevata concentrazione di immunoglobuline (componenti del sistema immunitario), nucleotidi, sali minerali e vitamine (soprattutto vitamina A, D, K e B12).
    • Rispetto alla composizione del latte maturo, quello che si forma più tardi, il colostro è più povero di lipidi e lattosio.
    • È facilmente digeribile e aiuta l’eliminazione del meconio (le prima feci del neonato, di colore bruno-verdastro).

    Dal 4° al 10° giorno dopo la nascita, il latte materno diventa latte di transizione : molto abbondante, di colore giallastro, iper energetico, ad alto contenuto di grassi e carboidrati, ma dal minore tenore di minerali e proteine. A questo segue il latte maturo , veramente abbondante, ricco di grassi, carboidrati e con in più un apporto proteico e di sali minerali ottimale in rapporto alle aumentate esigenze nutrizionali del neonato. In media le mamme che allattano ne producono circa 700 ml al giorno: una prestazione eccellente! Quando Il Latte Materno Non È Buono I l latte materno è l’alimento ottimale per il fabbisogno nutritivo del bambino, anche dal punto di vista della poppata. All’inizio di ogni sessione di allattamento è molto liquido e ad alto contenuto di lattosio: disseta il bimbo, predisponendolo alla ricezione di quello successivo, concentrato e più nutriente. Il neonato, in rapido sviluppo, rispetto a noi adulti necessita di un surplus di energia pari a 3-4 volte in più per kg di peso corporeo.

    Se mettiamo a confronto dimensione e capacità dello stomaco dell’adulto e del bambino, è subito evidente il motivo per cui il latte materno debba essere così concentrato e ipernutriente: lo stomaco del neonato è un decimo di quello dell’adulto e può ricevere massimo 200 ml di nutrimento, mentre lo stomaco di un adulto ne riceve fino a 2000ml! La preoccupazione delle mamme che il bimbo non sia sazio è ingiustificata: la natura ha elaborato un sistema perfetto per gestire gli step di sviluppo del neonato basato sulla sua richiesta di latte.

    In condizioni normali di allattamento al seno, funziona così: il bambino chiede latte via via sempre più spesso, poi si addormenta, si risveglia e ne chiede ancora. Potrebbero esserci momenti in cui, a causa degli scatti di crescita , ti sembrerà che il tuo latte non sia sufficiente per soddisfare il tuo bambino, ma non ti devi preoccupare.

    • Mantieni la calma, concediti un po’ di riposo, bevi a sufficienza e attacca più spesso il bimbo al seno: asseconda in ogni momento la sua richiesta;
    • Un allattamento frequente stimola il flusso di latte, la cui produzione si ricalibra seguendo le fasi di crescita del bimbo;

    Questo fenomeno di adattamento spontaneo e naturale prende il nome di Cluster feeding. Lo sapevi che? Dimensioni del seno e quantità di latte non sono in proporzione. Il seno è composto da tessuto adiposo e ghiandolare: una mammella più piccola è meno grassa, ma ha la stessa quantità di ghiandole.

    Durante la gravidanza, il progesterone e gli ormoni estrogeni determinano la crescita del tessuto ghiandolare. I canali e gli alveoli si sviluppano, e cambiano anche i capezzoli per facilitare la nutrizione del bambino dopo la nascita.

    Una donna sana deve pensare che i suoi seni potranno allattare, indipendentemente da quanto grandi essi siano stati prima della gravidanza..

    Quanto tempo può stare il latte materno nel biberon?

    È importante per le donne che devo riprendere presto il lavoro. Ecco quali contenitori usare, quando scegliere tra freezer e congelatore, come utilizzarlo a distanza di mesi. Il latte materno è l’alimento fisiologicamente normale per lo sviluppo e la salute futura del bambino. È impossibile riprodurlo e, per quanto avanzato possa essere, non c’è latte artificiale con le stesse caratteristiche di digeribilità, con le stesse sostanze nutritive o con gli stessi fattori protettivi presenti nel latte materno.

    1. Proprio per questo è bene sapere che il latte materno può essere conservato;
    2. E’ una informazione da tenere in considerazione in situazioni di necessità o di praticità: quando, ad esempio, si sta combattendo con un ingorgo mammario che ci costringe a tirare il latte o quando vogliamo assicurare al nostro bimbo l’alimentazione migliore anche durante le assenze per il lavoro;

    Le regole di conservazione Il latte, che può essere ottenuto spremendo manualmente il seno o, usando un tiralatte manuale o elettrico, può essere conservato rispettando alcune semplici regole. Dopo avere messo il latte in un biberon o in un apposito contenitore, debitamente sterilizzati, si chiude e si lascia il latte appena spremuto a temperatura ambiente per circa 30 minuti prima di metterlo nel frigorifero e nel congelatore.

    • Come per tutti gli altri prodotti che si conservano, prima di porre il contenitore nel luogo di conservazione, bisogna apporre un’etichetta sul contenitore del latte, in cui segnare la data dell’aspirazione;

    A seconda del sistema di conservazione, il latte materno può essere mantenuto integro solo per poche ore oppure per molti mesi. E’ quindi indispensabile sapere esattamente quando è stato prelevato. Quali contenitori usare Se il latte spremuto viene utilizzato entro le 24 ore per la conservazione si può utilizzare un normale biberon precedentemente sterilizzato (o semplicemente ben lavato e sciacquato, se destinato a un bambino sano). Se invece il latte deve essere congelato si possono utilizzare:

  • Contenitori di vetro come prima scelta; plastica rigida, trasparente (policarbonato) come seconda scelta; plastica rigida, opaca (polipropilene) come terza scelta. E’ bene ricordarsi di non riempire il contenitore fino all’orlo perché l’aumento di volume del liquido durante la congelazione potrebbe romperlo.
  • Sacchetti sterili per la conservazione del latte materno, acquistabili in farmacia (vietati i sacchetti da freezer per la conservazione degli alimenti).
  • Contenitori monouso sterili in plastica rigida. È bene scongelare solo il latte necessario per la poppata, per evitare sprechi. Dove conservare il latte I luoghi di conservazione possono essere diversi e in base al luogo cambia anche il periodo massimo di conservazione.
  • A temperatura ambiente di 15° C fino a 24 ore; da 19° a 22° C fino a 10 ore; a 25°C fino a 6 ore.
  • In frigorifero a 0-4°C il latte raccolto può rimanere fino a 8 giorni.
  • Nello scomparto freezer posto all’interno del frigorifero può rimanere 2 settimane.
  • Nello scomparto congelatore con porta autonoma sino a 3-4 mesi.
  • Nel congelatore separato (temperatura costante a –20°C) da 6 mesi ad un anno. Come riutilizzare il latte Per scongelare il latte il modo migliore è metterlo sotto un getto di acqua corrente fredda, e mano mano riscaldarla Se però si ha fretta si può scaldarlo a “bagnomaria” o con lo scaldabiberon elettrico. Comunque è bene evitare di riscaldarlo direttamente sulla fiamma o nel forno a microonde.

    Quando il latte si è scongelato, bisogna agitare bene il contenitore per sciogliere gli eventuali piccoli grumi causati dalla condensa del grasso del latte e prima della poppata controllare la temperatura.

    Una volta scongelato il latte può essere conservato nel frigorifero e utilizzato per un periodo fino a massimo 24 ore, dopodiché non può assolutamente essere ricongelato.

  • Marina Giulia Bordoni Ha collaborato: Dott. ssa M. Ersilia Armeni Pediatra, neonatologo, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC.

    Quanto tempo può rimanere il latte materno in frigo?

    Ad eccezione di casi particolari, come ad esempio nel caso di ricovero in Terapia Intensiva Neonatale dove i tempi sono differenti, il latte raccolto può essere conservato: Fuori dal frigo, a temperatura ambiente (non superiore ai 25 °C), per non più di 4 ore; Nel frigorifero (0 – 4° C), per un massimo di 4 giorni.

    Quando ci si accorge che il latte materno sta finendo?

    Convinzioni errate sulla scarsa produzione di latte – I neonati solitamente si nutrono molto spesso (circa 10–12 volte al giorno o ogni due ore), ma questo non dimostra che non hai abbastanza latte. Non dimenticarti che il tuo bambino si alimenta anche per ricevere conforto, pertanto è difficile sapere quanto latte assume durante ogni poppata (le quantità possono variare). Quanto segue è del tutto normale e non è indice di una scarsa produzione di latte:

    • il bambino desidera mangiare spesso
    • il bambino non vuole essere preso in braccio
    • il bambino si sveglia di notte
    • il bambino effettua brevi poppate
    • il bambino effettua lunghe poppate
    • il bambino assume una bottiglia dopo la poppata
    • il seno è più morbido di quanto non lo fosse nelle prime settimane
    • il seno non perde latte, oppure solitamente ne perdeva e ora non lo fa più
    • non riesci a estrarre molto latte
    • hai seni piccoli

    Come capire se si ha latte a sufficienza?

    Come capire quando il latte materno sta per finire – Di solito ciò che ci fa capire che il latte materno non è più sufficiente è il bambino. Cioè, se il bambino non cresce e/o non è più soddisfatto al termine delle poppate può essere un campanello di allarme.

    1. Il non crescere è un aspetto importante ma non quello centrale;
    2. Infatti la soddisfazione del bambino dopo la poppata è ciò su cui deve concentrarsi la nostra attenzione;
    3. Se un bimbo si addormenta al seno, o comunque appare tranquillo e felice smettendo di mangiare da solo allora il latte sarà sufficiente;

    Se invece terminata la poppata è nervoso, chiede ancora latte, piange potrebbe esserci un problema di quantità. Parlo al condizionale perché vi sono momenti in cui i bambini diventano un pochino più “pigri e nervosi”, momenti in cui hanno qualche fastidio per cui quella poppata non va come dovrebbe e momenti in cui semplicemente mangiano meno.

    Per questo andiamo a valutare anche la crescita , e con questo termine io non considero solo l’aumento di peso ma anche la lunghezza, la circonferenza addominale e cranica. Il numero di pannolini bagnati/sporcati al giorno, la vivacità, lo stato della cute.

    Insomma crescita significa molte cose, che di solito vengono notate dal pediatra quando portate il bimbo per il controllo mensile. Se piano piano il bimbo chiede sempre meno il seno perché interessato ai cibi solidi, se si attaccherà di meno il latte verrà prodotto in minore quantità e via via andrà esaurendosi.

    In ogni caso noi abbiamo come principale metro di giudizio il nostro bimbo. È lui a determinare ogni cosa, dall’inizio della produzione alla fine della produzione insomma è il capo in questo senso. Allattare al seno è sicuramente una bella esperienza, ma non per questo priva di ansie, paure e difficoltà.

    Per qualsiasi dubbio non sentitevi mai in difetto, anzi chiedete chiedete chiedete sia in ospedale durante i primi giorni, sia a casa chiamando un’ostetrica che vi possa supportare perché, come dice un motto che sposo ormai da tempo, una mamma tranquilla ha un allattamento tranquillo..