Come Capire Se Il Latte Materno Non Basta?

24.09.2022

Come Capire Se Il Latte Materno Non Basta

Ogni neomamma che allatta esclusivamente al seno si pone questa domanda. E’ del tutto normale, soprattutto nei primi giorni di vita del bambino e se la mamma è alla prima esperienza di allattamento. Ecco come riconoscere i segni diretti e indiretti di   sufficienza del latte materno (o, al contrario, i falsi indici di carenza).

Il principale indice del fatto che il bambino sta bene e mangia a sufficienza è l’aumento di peso settimanale. Per capire se il latte materno è sufficiente, occorre quindi fare la pesata settimanale. Questa va fatta lo stesso giorno (es.

ogni lunedì), prima dello stesso pasto (es. prima del primo pasto della giornata) e il bambino deve essere nudo. Pesate più ravvicinate (ogni 2-3 giorni, o quotidianamente) possono essere consigliate dal pediatra quando si voglia controllare più da vicino l’andamento nei primi giorni di vita, quando è importante che il bambino non perda peso.

  1. Se il bambino cresce almeno 120-150 g a settimana (non ci preoccupa se cresce di più…) possiamo stare tranquilli;
  2. Se invece cresce meno di 120-150 g a settimana, occorre sentire il pediatra;
  3. E’ bene sapere che, dopo il primo mese, le pesate settimanali normalmente decrescono nel tempo, e soprattutto si accentua la variabilità da una settimana all’altra;

Mediamente, a tre mesi la crescita rimane sopra i 120 grammi a settimana , ma il fatto che il bambino si scarichi e faccia pipì in quantità sempre maggiore fa sì che possano benissimo alternarsi pesate superiori a 200g e pesate inferiori ai 100g. Altri indicatori utili per capire se il latte materno è sufficiente sono il fatto che il bambino si scarichi frequentemente (idealmente ad ogni poppata) e faccia pipì più volte al giorno.

Anche la “tranquillità” del bambino , che non appare lamentarsi o piangere durante o dopo la poppata, è abbastanza rassicurante, ma non così sicura, soprattutto nelle prime settimane di vita e nei bambini per indole abbastanza tranquilli o non grandi succhiatori: in questi casi infatti il bambino può anche apparentemente adattarsi ad una scarsa quantità di latte, di fatto però entrando in un circolo vizioso per cui lo scarso apporto di nutrimento riduce ulteriormente la loro reattività già di per sé bassa.

Per questo ancora più importante è il controllo della pesata settimanale.

Come capire se non si ha abbastanza latte?

Come capire se il neonato ha bisogno dell’aggiunta?

Come capire se il neonato non è sazio?

Come rendere più sostanzioso il latte materno?

Scarica PDF Scarica PDF Il latte materno contiene una sana quantità di proteine, grassi, vitamine e carboidrati, oltre ai leucociti, le cellule del sistema immunitario che proteggono il bambino dalle infezioni. Per questo motivo l’allattamento al seno è vivamente consigliato da tutte le organizzazioni sanitarie, almeno durante i primi sei mesi di vita del neonato; in questo modo il piccolo può combattere infezioni, malattie e la neomamma può godere di alcuni vantaggi per la propria salute.

  1. 1 Assumi 500 calorie in più al giorno. Per avere tutta l’energia di cui hai bisogno devi aumentare il tuo apporto calorico di 400-500 calorie quotidiane. È importante raggiungere questo obiettivo attraverso alimenti nutrienti, stando però attenta a non eccedere il limite massimo di calorie.
    • Tuttavia, mentre allatti, non devi obbligatoriamente aumentare l’apporto di calorie e puoi mantenere una dieta molto simile a quella che seguivi durante la gravidanza. Evita di mangiare troppo, perché potresti rallentare la perdita di peso post-partum, che è importante per riprenderti dopo l’evento.
  2. 2 Consuma piatti ricchi di proteine come carni magre, uova, latticini e legumi. Affinché il tuo latte abbia il più alto valore nutritivo, devi seguire una dieta con molte fonti sane di proteine. Le carni magre come quella di pollo, le uova, il latte, i fagioli e le lenticchie sono perfetti in questa fase della tua vita.
    • Se il tuo piano alimentare prevede l’assunzione di 2400 calorie quotidiane, allora dovresti consumare tre tazze di latticini al giorno, come lo yogurt, il latte o il formaggio, oltre a 200 g di carne e legumi come pesce, carni magre, fagioli e noci.
    • Verifica sempre che il pesce abbia un basso contenuto di mercurio, per evitare accumuli di questo metallo nel tuo organismo. I gamberi, il tonno in scatola, il merlano e il salmone sono ottime soluzioni.
  3. 3 Inserisci nella tua alimentazione bilanciata una giusta quantità di verdure, frutta e cereali integrali. Non devi dimenticare questi cibi e assicurati di consumare ogni giorno una giusta quantità di verdure, frutta e cereali integrali (come pane e riso integrale). Lava sempre la frutta e la verdura prima di mangiarla, per ridurre la quantità di pesticidi residui a cui esponi il tuo corpo e il tuo bambino.
    • Se devi mantenere un apporto calorico di 2400 calorie al giorno, allora dovresti consumare tre porzioni di verdura a foglia verde come gli spinaci e il cavolo, di ortaggi arancioni come i peperoni e le carote e le verdure amidacee come le patate e la zucca. Inoltre sarebbe opportuno consumare due porzioni di frutta varia e 240 g di cereali integrali.
  4. 4 Cerca di variare molto l’alimentazione. Se segui una dieta varia, anche il tuo latte avrà un sapore diverso e il bambino si abituerà ai vari gusti. Quando sarà più grande, il passaggio a cibi solidi sarà più semplice e il bimbo apprezzerà alimenti differenti.
    • Alla maggior parte dei neonati piace il sapore dei cibi che viene trasmesso attraverso il latte e le mamme non dovrebbero evitare alcuni alimenti mentre allattano.
  5. 5 Prendi nota di eventuali reazioni allergiche del tuo bimbo in base ai cibi che mangi tu. A volte i neonati sono sensibili a qualcosa che hai mangiato, come i latticini o i cibi piccanti, e possono mostrare dei segni di allergia. Ricorda che la reazione allergica non è data dal tuo latte di per sé, ma da qualche alimento che hai consumato. Se smetti di mangiare o riduci i piatti che infastidiscono tuo figlio, la sintomatologia dovrebbe ridursi e scomparire da sola. Ecco quali sono i sintomi più comuni di reazione allergica:
    • Feci verdi che contengono muco e/o sangue.
    • Vomito e diarrea.
    • Eruzione cutanea, eczema, orticaria o pelle secca.
    • Rifiuto di mangiare.
    • Pianto prolungato che sembra inconsolabile.
    • Il bambino si sveglia improvvisamente perché infastidito da qualche sintomo.
    • Tosse e respiro con rantolo.
    • Se il neonato mostra uno qualunque di questi sintomi nei minuti successivi all’allattamento o entro 4-24 ore, smetti di mangiare determinati alimenti che potrebbero essere allergeni o comunque fonte di sensibilizzazione. Se tuo figlio ha difficoltà a respirare, chiama il 118 o portalo immediatamente al pronto soccorso più vicino.
  6. 6 Chiedi al medico qualche informazione in merito agli integratori vitaminici e minerali. Il tuo latte, abbinato a una dieta bilanciata, fornisce al bambino tutte le vitamine e minerali di cui ha bisogno. Tuttavia, se sei preoccupata e vuoi essere sicura di garantire un apporto adeguato di nutrienti sia per te sia per tuo figlio, allora puoi parlare con il pediatra per quanto riguarda gli integratori.
    • Il medico controllerà i tuoi livelli di vitamina D, A, B6 e B12 per capire se il tuo organismo ha nutrienti sufficienti. Le mamme malnutrite o quelle con problemi di salute dovrebbero prendere gli integratori di vitamine e minerali, soprattutto vitamina D e B12.
  7. 7 Se sei vegetariana, aumenta il tuo apporto di cibo. Le donne che seguono un’alimentazione restrittiva devono mangiare più nutrienti modificando la dieta e assumendo integratori vitaminici.
    • I tuoi pasti dovrebbero prevedere cibi ricchi di ferro, proteine e calcio. Questo significa mangiare lenticchie, cereali integrali, piselli e verdure a foglia verde. Dovresti anche mangiare gli agrumi, per consentire al corpo di assimilare il ferro dagli alimenti. Inoltre non trascurare le proteine che provengono dalle uova, dai latticini e quelle di origine vegetale che si trovano nel tofu, latte e yogurt di soia.
    • Il medico potrebbe anche consigliarti di prendere ogni giorno degli integratori di vitamina B12 che sono essenziali per lo sviluppo cerebrale del bambino. Hai bisogno di supplementi alimentari di vitamina D, se non puoi esporti troppo al sole e non mangi alimenti che ne sono ricchi, come il latte di mucca. Questa vitamina è di vitale importanza per il bambino, perché gli permette di assorbire il calcio e il fosforo.
  1. 1 Dopo ogni allattamento, bevi acqua. Il tuo consumo di liquidi non altera la produzione di latte, ma devi bere ogni volta che hai sete e dopo ogni poppata. Cerca di limitarti alla sola acqua e non consumare bevande zuccherate, come le bibite e i succhi di frutta commerciali.
  2. 2 Non superare le tre tazze di caffè (o bevande con caffeina) al giorno. Non assumere troppa caffeina, perché il bambino avrebbe problemi a dormire e sarebbe nervoso. Puoi berne in quantità limitata, fino a tre tazze al giorno.
  3. 3 Non bere alcol mentre allatti. Non esiste una percentuale minima di alcol nel latte che può essere considerata sicura. Se bevi un alcolico, non allattare il bambino al seno finché il tuo organismo non l’avrà espulso completamente.
    • In base al tuo peso corporeo, sappi che 360 ml di birra con un 5% di alcol, 150 ml di vino con un 11% di alcol o 45 ml di liquore con il 40% di alcol hanno tutti bisogno di 3 ore per essere smaltiti dall’organismo. Evita di estrarre manualmente il latte nel tentativo di accelerare questo processo, perché non funziona. La cosa migliore da fare è aspettare con pazienza il tempo necessario al tuo corpo per metabolizzare ed eliminare le molecole di alcol.
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Quando il seno è morbido c’è il latte?

Home » Guide » Seno sgonfio in allattamento Con la montata lattea il tuo seno è sodo e ricco di latte da poter offrire al tuo bambino: ma dopo un po’ il tuo seno appare più rilassato, sgonfio, tuo figlio è irritato perché chiede il suo latte e tu cominci a chiederti se hai latte a sufficienza per le sue richieste. Dopodiché stai tranquilla: se il seno è sgonfio nella maggior parte dei casi è proprio perché, dopo sei settimane dal parto, è calibrato bene nella produzione di latte rispondendo perfettamente alle richieste di tuo figlio. Non cadere nella tentazione di offrirgli l’aggiunta di latte artificiale per la paura che il bambino non assuma abbastanza latte. Il tuo latte materno possiede tutti i nutrienti di cui ha bisogno anzi non c’è niente di meglio che potresti offrirgli: il latte artificiale non possiede gli anticorpi del latte materno ed è anche più difficile da digerire.

  1. Innanzitutto cerca per quanto possibile di vivere il momento dell’allattamento rimanendo serena e senza lasciarti prendere dall’ansia perché questo influisce sul contatto intimo e unico tra te e il tuo bambino che percepisce gli stati d’animo della sua mamma;

La sensazione di pienezza che hai con la montata lattea non deve trarti in inganno: molto spesso consiste non solo nella presenza di latte ma anche di altri liquidi che vanno ad occupare gli spazi tra le cellule (il cosiddetto edema). Passate le sei settimane l’edema scompare lasciandoti la sensazione di avere meno latte rispetto a subito dopo il parto, mentre in realtà ne hai di più ma sono scomparsi i liquidi che formavano l’edema.

  1. Se tuo figlio ha una crescita costante e bagna la giusta quantità di pannolini puoi dormire sonni tranquilli: va tutto bene! La sua crescita settimanale deve essere in media di 140 grammi e i pannolini bagnati giornalmente devono essere circa 5 o 6;

La pipì deve essere trasparente e inodore, se invece assomiglia a quella di un adulto e odora di ammoniaca significa che tuo figlio è disidratato per cui occorre consultare un pediatra. In generale comunque un seno sgonfio (o per meglio dire morbido) è un buon segno, sintomo di una corretta produzione di latte capace di far fronte regolarmente alle richieste di tuo figlio: è preoccupante invece una iper-produzione di latte che può portare ad un seno duro e dolorante e provocare ingorghi e fastidiose mastiti (una vera e propri infezione da dover curare con una terapia antibiotica ).

Perché con il tiralatte esce poco latte?

Perché il tiralatte non sempre funziona Soprattutto ai primi tentativi, quando ancora non si ha confidenza con questo strumento, può essere il tiralatte stesso a inibire il rilascio di ossitocina e la fuoriuscita del latte.

Quanto tempo deve durare una poppata al seno?

Caratteristiche delle poppate –

  • La durata di una poppata dipende da numerosissimi fattori. Dato che la maggior parte del latte viene succhiata nei primi 5-10 minuti, molti bambini la terminano spontaneamente in meno di un quarto d’ora, mentre altri possono richiedere più tempo.
  • E’ buona regola lasciare il bambino attaccato alla mammella sino a quando si stacca spontaneamente; a volte si sazia con un solo seno, altre volte succhia da entrambi. Prima di cambiare lato, comunque, è consigliabile che il neonato svuoti completamente la mammella, dato che l’ultimo latte della poppata è quello più ricco di grassi, quindi saziante, mentre il primo – più acquoso e con ottime caratteristiche reidratanti – placa la sete.
  • La durata della poppata può variare sensibilmente da una settimana all’altra, fenomeno che riflette – nella maggior parte dei casi – un adeguamento alla crescita del bambino. La produzione lattea è infatti regolata dalla richiesta; quanto più frequente e vigorosa è la suzione, tanto maggiore risulta la quota di latte consumato e tanto più abbondante quella prodotta. Alcuni neonati fanno “poppate a grappolo” (poppano ogni ora per 2-6 ore, poi dormono per un periodo prolungato); altri, invece, poppano ogni 2-3 ore sia di giorno che di notte.
  • Lo stato di rilassamento materno favorisce il flusso di latte; per questo, durante la poppata, la madre dovrebbe sedersi comodamente. Se invece il neonato ama rimanere a lungo attaccato al seno, nutrendosi placidamente e senza fretta, è consigliabile adottare la posizione sdraiata su un fianco, in modo da rilassare il pavimento pelvico.
  • La durata della poppata non dovrebbe superare i 30 minuti; vi è infatti il rischio di aerofagia (ingestione d’aria) e coliche gassose neonatali, mentre per la madre aumenta il rischio di irritazioni del capezzolo fino alla comparsa di ragadi , le cui strategie preventive sono approfondite in questo articolo. Il bambino che tende a rimanere troppo a lungo attaccato al seno materno, ha inoltre difficoltà a trovare la giusta regolarità nell’alternarsi delle fasi di alimentazione e riposo.
  • La madre deve lavarsi il seno prima e dopo ogni poppata; una scrupolosa igiene con acqua è sufficiente, mentre in genere vengono sconsigliati saponi, unguenti, pomate e soluzioni detergenti ed antisettiche. Queste sostanze, infatti, potrebbero irritare la pelle e conferire al capezzolo un odore ed un sapore sgradevole In commercio sono reperibili appositi fazzolettini per la detersione del seno in allattamento, ovviamente privi di tensioattivi, profumi o sostanze che necessitino di risciacquo.
  • Se ad ogni poppata vengono usati entrambi i seni, è bene iniziare alternativamente dal seno destro o dal sinistro. Quando invece viene utilizzato un solo seno per volta, per ovvie ragioni è necessario alternarlo di poppata in poppata. In entrambi i casi, una spilla da balia appuntata alla bretella del reggiseno aiuta a ricordare con quale seno iniziare la poppata successiva.
  • Al termine della poppata, i capezzoli vanno asciugati e coperti con una compressa sterile; il bambino, nel frattempo, andrà mantenuto in posizione verticale per qualche minuto, in modo da favorire l’insorgenza dell’eventuale e caratteristico ruttino.
  • In media, un neonato necessita di 8-12 poppate nell’arco delle 24 ore; se dopo il parto non si può attaccare il piccolo, per stimolare comunque la produzione lattea è fondamentale “tirare” il latte almeno 6-8 volte nell’arco della giornata.
  • Il pianto è un segnale tardivo di fame. Il neonato può manifestare il bisogno di attaccarsi al seno con sintomi più precoci, come aprire la bocca, succhiarsi i pugnetti, muovere gli occhi sotto le palpebre , fare dei rumoretti o muovere la testa da un lato all’altro.
  • I segnali che il neonato assume quantità adeguate di latte materno durante le poppate sono:
    • almeno 3 evacuazioni al giorno dopo il 1 ° giorno
    • scariche gialle e grumose dal 5°giorno
    • almeno 6 minzioni al giorno dal 4° giorno, con urina chiara o giallo chiaro
    • è soddisfatto e contento dopo le poppate
    • suoni di deglutizione durante la poppata
    • assenza di calo ponderale dopo il 3° giorno
    • crescono circa 20-35 grammi al giorno a partire dal 5° giorno
    • recupero del peso alla nascita dal 10° giorno
    • aumento evidente di consistenza, peso e dimensione delle mammelle, ed
    • incremento evidente della quantità e qualità del latte dal 5° giorno
    • i capezzoli non mostrano segni di lesione
    • la poppata toglie la sensazione di pienezza delle mammelle
  • I segnali che il neonato assume quantità inadeguate di latte materno durante le poppate sono:
    • l’ aumento di peso del neonato è inferiore a 18 g al giorno, a 125 g alla settimana o a 500 g al mese;
    • il peso a 15 giorni di vita è inferiore a quello registrato alla nascita;
    • il neonato urina meno di 6 volte al giorno, con urine di odore pungente e concentrate ( colore giallo scuro che tende all’arancione ), ed evacua feci dure, asciutte e di rado:
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Oltre a fare registrare un ridotto aumento di peso, il neonato scarsamente allattato può piangere spesso, rimanere tropo a lungo attaccato al seno, apparire letargico e mostrarsi insoddisfatto al termine della poppata o rifiutare il seno..

Quando il neonato ha sempre fame?

Gli scatti di crescita  sono fasi brevi, che si manifestano più o meno chiaramente a seconda del neonato ma sempre all’incirca negli stessi periodi, per tutti i bambini: intorno alle 3 settimane,  intorno a 6 settimane e a 3, 6 e 9 mesi. Gli scatti di crescita, come suggerisce il nome, sono fasi caratterizzate da una crescita più veloce, che si traduce soprattutto in una  maggior voracità:  il bimbo ha più fame perché le sue esigenze nutrizionali stanno cambiando e cerca il seno (o il biberon) più spesso, anche di notte, non sembra sazio a fine poppata e appare più nervoso. Per i bimbi allattati al seno, il fatto di poppare di più stimolerà una  maggior produzione di latte materno , anche se alla mamma potrebbe sembrare di avere il seno “più vuoto”! i muscoli facciali deputati alla suzione lavorano meglio e svuotano di più e più velocemente il seno dal latte, ma la mamma non deve preoccuparsi perché è proprio a questi segnali che il corpo risponde dando il via all’aumento di produzione di latte.

  1. Non sempre è facile identificare chiaramente gli scatti di crescita: ci sono altri fattori che possono rendere il bambino insofferente e le poppate più nervose, come ad esempio le coliche, la dentizione o il nasino chiuso a causa del raffreddore, che impedisce al bambino di nutrirsi serenamente e lo obbliga a staccarsi spesso dal seno o dal biberon per respirare;

È certamente più facile accorgersene in caso di bambini allattati con latte artificiale, perché si sa con certezza quanto sta mangiando, e dopo lo svezzamento, per la stessa ragione. Come comportarsi durante gli scatti di crescita?

  • I neonatologi e i pediatri suggeriscono di assecondare la fame del bambino, attaccandolo al seno ogni volta che lo richiede e per quanto tempo lo richiede, quindi allattandolo a richiesta: in questo modo si facilita l’aumento di produzione di latte materno e si ritornerà alla normalità (con la ripresa dei ritmi precedenti) più in fretta. In caso di allattamento artificiale, basterà aumentare progressivamente la quantità di latte preparato, fino a stabilire il quantitativo adeguato; chiedete comunque, in ogni caso, consiglio al vostro pediatra
  • Anche se il piccolo stava già prendendo un buon ritmo di sonno-veglia, non negategli le poppate notturne, almeno in questi giorni: ricordatevi che si tratta di fasi brevi, e che tutto tornerà alla normalità entro pochi giorni
  • Non insistete con il ciuccio o con acqua e tisane: se la sua è davvero fame, la cosa più giusta è assecondarla
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Se il piccolo continua a bagnare circa 6 pannolini al giorno, a scaricarsi con regolarità e ad aumentare di peso, non c’è quindi bisogno di temere che questo nervosismo e questo aumento della fame siano dovuti al fatto che “il latte è finito” o che non sia abbastanza nutriente; inutile quindi ricorrere subito all’aggiunta di latte artificiale! Concedete sia al vostro piccolo che a voi stesse qualche giorno di tempo, verificate che la modalità di attacco al seno sia corretta e comunque, se decidete di variare le abitudini alimentari di vostro figlio, meglio contattare prima il pediatra. Contattatelo anche quando la crescita è rallentata o interrotta, se fa meno pipì e questa vi sembra più concentrata, se vi sembra di notare altri cambiamenti improvvisi nel suo comportamento..

Quando il neonato si addormenta al seno?

Il neonato si addormenta al seno durante la poppata ? E’ normale, anzi, normalissimo. E’ molto frequente che durante la poppata il neonato si rilassi a tal punto da addormentarsi tra le braccia della mamma. Ciò accade perché nei minuti iniziali in cui il neonato succhia il latte si sazia e, poi, stanco per aver succhiato, si addormenta. Certo, le prime volte è una situazione molto tenera per la mamma ma per il neonato può rivelarsi un problema. Il neonato che si addormenta al seno mentre mangia , infatti, finisce per non assumere la quantità di latte necessaria. Il risultato è che il bambino chiederà di attaccarsi al seno poco dopo per assumere ancora latte. E finirà per essere uno di quei neonati sempre attaccati al seno.

  • Provate ad accarezzare la schiena del piccolo mentre lo state allattando: questo stimolo continuo lo terrà sveglio. Oppure provate ad accarezzargli i piedini. Se ciò non bastasse staccatelo e attaccatelo dal seno ogni tanto.
  • Potete provare a parlargli , a cantargli qualche canzoncina, a soffiare molto delicatamente sul suo viso.
  • Provate a dividere a metà la poppata. Attaccate il neonato prima al seno destro, allattatelo e poi attaccatelo al seno sinistro. In questo modo renderete la poppata un po’ più “movimentata”, meno monotona e, quindi, meno rilassante.
  • Allattate il neonato in un luogo ben illuminato , che non sia eccessivamente silenzioso.

Cosa mangiare e bere per aumentare il latte?

Chi allatta può mangiare le patate?

Mangiare cibi ricchi di carbidrati quali pane, patate, pasta e frutta nel corso della giornata, ad esempio, mantiene stabile il livello degli zuccheri. Si consiglia di consumare prodotti integrali, che contengono più fibre alimentari, vitamine e minerali rispetto ai prodotti raffinati a base di amido.

Cosa devono mangiare le donne che allattano?

6 domande e riposte per la mamma che allatta  –

  • Cosa si può mangiare in allattamento? Quali sono i cibi consigliati?  

La dieta della mamma deve essere ricca, varia e ben bilanciata poiché durante l’allattamento il fabbisogno calorico aumenta di circa 350 calorie al giorno e poiché la produzione di latte richiede molte energie. Consigliamo quindi, durante l’allattamento, di mangiare cibi come: frutta , sia fresca che secca, verdura di stagione , cruda e cotta, carboidrati – pasta, riso, pane e cereali – anche integrali, e proteine animali e vegetali  -carne, pesce, uova, latticini e legumi.

  • Quali cibi sono vietati e/o sconsigliati quando si allatta? 

Il principale divieto in allattamento è legato a tutte le bevande alcooliche : birra, vino e superalcolici. L’alcool infatti arriva al latte materno ed è quindi fortemente sconsigliata l’assunzione, in caso di un consumo leggero bisogna comunque distanziare l’allattamento di almeno due ore. È preferibile inoltre limitare il consumo di cioccolata, caffè e tè perché hanno un noto effetto eccitante sul sistema nervoso, con effetti sulla modulazione del sonno dello stesso bambino.

  • Con quale frequenza è consigliato mangiare in allattamento?  

Come in tutti gli schemi nutrizionali equilibrati è bene fare tre pasti principali e due spuntini , senza mai esagerare con le quantità. In generale, bisognerebbe ricordarsi di usare le stesse regole dell’ alimentazione in gravidanza : consumare molta frutta e verdura, carne e pesce ben cotti, cereali e pasta in quantità più moderate, bevendo poi molta acqua durante la giornata (ma anche spremute di frutta fresca, tisane e latte).

  • Esistono cibi che favoriscono l’aumento del latte materno? 

Non esistono alimenti che aumentano la produzione di latte materno. Il meccanismo della lattazione segue la legge della “domanda e dell’offerta”: più il seno viene stimolato e drenato e più latte viene prodotto. Esistono in commercio tisane galattogene che favoriscono la produzione di latte ma è sempre bene consultare il proprio medico o pediatra prima di assumerle.

  • Perché è importante mangiare bene mentre si allatta? 

Quando il bambino si nutre del latte materno assume tutti i nutrienti utili al suo accrescimento nelle giuste quantità. Il latte assorbe tutto ciò che la madre mangia nell’intera giornata, per cui è importante seguire un’alimentazione corretta. L’alimentazione, quindi, dovrà essere varia ed equilibrata anche per garantire il passaggio nel latte di sapori diversi che preparano il bambino a sperimentare con maggiore interesse e curiosità l’alimentazione complementare.

  • Quanto è importante seguire una dieta varia? 

Durante l’allattamento non occorre seguire una dieta speciale, ma è sufficiente alimentarsi in modo vario ed equilibrato. Le donne che seguono una dieta vegetariana o vegana e allattano al seno possono consultare un nutrizionista per integrare eventualmente proteine, vitamine, minerali e mantenere la loro dieta in equilibrio attraverso soluzioni alimentari alternative.

Come capire se il neonato ha mangiato troppo?

Quando i neonati hanno il singhiozzo?

Cos’è e cause del singhiozzo del neonato Il singhiozzo è un meccanismo innocuo, che può comparire già dopo l’ottava-nona settimana di gestazione, non è una patologia, ma un piccolo disturbo fisiologico, per cui non esiste una terapia specifica.

Quanto può mangiare un neonato?

1° mese – Per il primo mese il neonato dovrà fare circa 6 poppate al giorno, una ogni 3 ore e mezzo circa. Nella prima settimana si comincia con 10grammi a pasto il primo giorno, si aumenterà poi la dose di 10 grammi ogni giorno, fino ad arrivare al termine della settimana che prenderà circa 70-80 grammi.